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Adolescenza

L’uomo ha la grande capacità di fare tesoro e di richiamare dalla sua memoria i bei ricordi, nello stesso tempo di non ricordare, che non significa dimenticare, quelli più brutti.

Può venire quindi automatico ripensare alla giovinezza e riassaporare quei bei momenti andati, ma probabilmente se dovessimo davvero rivivere un giorno qualunque di quella più “tenera” età, potremmo sperimentare sgradevoli angosce legate alla sensaziuone di essere assediati da problemi legati a quel compito in classe, a quell’amore non corrisposto, alla sensazione di un avere un corpo inadatto, al timore di non essere bravo o bello o forte abbastanza, alla paura che un genitore possa ammalarsi o che possa andarsene e lasciarci e altro ancora.
Paure, preoccupazioni che allora erano non meno importanti o gravose di quelle che possiamo avere oggi come adulti. 

Piuttosto le difficoltà che si incontrano in quella età impattano su una struttura di personalità ancora non definita e possono pertanto avere ripercussioni anche gravi e protatte nel tempo.

Il periodo dell’adolescenza può pertanto essere tutt’altro che un periodo felice e spensierato. Durante questo periodo, si condensano esperienze decisive e si possono strutturare alcune patologie per il nostro futuro.

È il momento dei primi allontanamenti dalla famiglia, del confronto con le regole e della loro infrazione, dei primi approcci con l’altro sesso, delle prime sfide importanti, del contatto con l’alcol o le sostanze. E molto altro.

Solitamente dall’adolescenza se ne esce vivi, senza grandi danni quantomeno visibili, altre volte i ragazzi ci fanno capire attraverso i loro comportamenti che qualcosa non va e che non riescono da soli a venirne a capo.

Alcuni elementi da considerare per comprendere eventuali situazioni di disagio sono:

  • i repentini cambi di abitudini
  • il basso rendimento scolastico e la cattiva condotta
  • l’eccessiva chiusura o rabbia verso i genitori o verso la società
  • l’uso sporadico o ripetuto di alcol o droghe.

Dobbiamo quindi essere pronti a cogliere senza tragedie questi segni perché si possa comprendere il disagio del ragazzo e aiutarlo a trovare modalità di espressione più funzionali.

Il sostegno di un professionista che aiuti il ragazzo nelle sue difficoltà e la sua famiglia nella gestione di esse è senz’altro una preziosa risorsa.

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Dr. Manrico Caputo
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